Vorrei partire da una semplice riflessione, sappiamo con esattezza quanta musica viene prodotta annualmente in Italia in ambito jazz? Credo che sia oggettivamente difficile, in realtà, sapere realmente quanta se ne produce e se ne edita in Italia ogni anno, lasciando perdere questo momento non certamente propizio, ovviamente, per i motivi che tutti conosciamo. Ma in generale la musica jazz italiana è viva è attiva è creativa, grazie soprattutto alle medio piccole etichette discografiche che con passione ed impegno lavorano insieme ai tanti musicisti che altrimenti non avrebbero spazi espressivi.

Il motivo di questa riflessione è semplice: proviamo a pensare quanta musica viene prodotta e quanti spazi in realtà vi sono per poterla presentare, il rapporto purtroppo pende in maniera evidente in una direzione chiara, la necessità da parte dei musicisti di esprimere la loro arte le loro creazioni è superiore alla possibilità di poterla poi presentare attraverso i canali tradizionali che sono in ordine di importanza: festival, rassegne, grandi club, piccoli club, radio e tv che portano avanti una programmazione jazz, la rete (quindi internet) e le varie iniziative in streaming.

Diciamo che sono indicativamente questi i canali che hanno i musicisti per proporre la loro musica, se togliamo i grandi festival, dove oltre gli artisti diciamo di “prima fascia”, difficilmente passano le piccole produzioni, ci sono le varie rassegne sparse nel territorio nazionale e poi a seguire tutto il resto di cui sopra, spazi purtroppo non sufficienti a far conoscere la tantissima musica che ogni anno viene prodotta. Allora io avrei pensato di dedicare uno spazio attraverso la nostra rivista “Jazz Around” dove far conoscere tutta quella bellissima musica che negli anni è stata pensata ed è magari passata in sordina, causa una mancanza di spazi endemica. Una volta parlando con un amico musicista gli chiesi: Come sta andando il tuo nuovo disco? Risposta: Mia zia è contenta!

Credo che oltre alla capacità di ironizzare dell’artista, bisognerebbe prendere in esame il motivo per cui scrive musica, un pittore dipinge, un poeta scrive poesie e via a seguire. La mancanza di spazi è un problema serio, e oltretutto la poca attenzione rispetto a tematiche come queste credo sia il problema dei problemi, abbiamo tutti bisogno di questa creatività ne abbiamo bisogno per vivere, per alimentare la nostra anima, il nostro spirito e di conseguenza abbiamo la necessità che la luce non si spenga. Quindi, In fondo, basterebbe rimettere l’uomo al centro di ogni progetto e probabilmente tutto sarebbe più semplice e tutti noi avremmo spazio, tempo e voglia di ricercare quella capacità che è insita nell’essere umano di vivere di emozioni.

Anche perché, oltre l’ironia di una battuta, poter pensare che il frutto di un pensiero non sia rivolto solo alle zie credo che sia una prospettiva migliore per tutti, visti i tempi che stiamo vivendo. Spero di riuscire a far capire l’importanza di quanto può essere gratificante, per un artista, avere il giusto riscontro rispetto al sacrificio, allo sforzo e alla sofferenza di portare a termine un progetto.

Fabio Giacchetta